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Lo stato dell'Unione Europea agli occhi di un cittadino comune

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  Per molte persone la storia recente della Unione Europea, dal dopoguerra ad oggi, è stata un successo che ha portato benessere e prosperità nelle nazioni che ne fanno parte. Qualcuno è arrivato a definire l’attuale UE un “florido giardino nel mezzo della giungla del mondo”. Se, da una parte, è innegabile che molto di buono sia stato fatto, dall’altra molte analisi rivelano i limiti dell’attuale impostazione politica ed economica che, ricordiamolo, resta pur sempre un’unione nata per favorire prima la ripresa economica e poi l’integrazione dei paesi europei che uscivano dalla seconda guerra mondiale in condizioni critiche. Si veda prima la storia della CECA  , fondata nel 1951, " concepita come passo iniziale di un processo federale europeo " , processo che di fatto non è mai stato effettivamente intrapreso. Un particolare questo di fondamentale importanza che non viene mai evidenziato abbastanza. Molti dicono che è sempre stata un'utopia, e forse è vero, ma nelle dichia...

Il contratto sociale moderno e la democrazia.

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L'articolo di Moreno Bernasconi pubblicato nel numero 12/2023 di LiMes (di cui qui di seguito pubblico alcuni stralci) si rivela particolarmente interessante per l'attualità della situazione politica nella Unione Europea (e non solo). Sappiamo che l'attuale UE è fondamentalmente una unione economica tra diversi Stati che, dopo la seconda guerra mondiale, furono incapaci di raggiungere un accordo per una vera e propria unione federale. Da allora, con una serie infinita di compromessi, l'unione si è lentamente trasformata acquisendo sempre più potere politico e decisionale con un peso significativo nelle legislazioni dei vari Stati. Se da un lato l'unione ha comunque raggiunto una serie di risultati positivi per i suoi componenti, dall'altro il sistema mostra ormai tutti i suoi limiti con un crescente scontento dell'opinione pubblica. In questo contesto sembra irresponsabile continuare facendo finta che tutto vada bene; è arrivato il momento di agire con decis...

La guerra grande?

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  Con la celebrazione mediatica al primo anno di guerra spiace constatare che a tale distanza di tempo poco sia cambiato nel comportamento dei vari governi delle nazioni coinvolte e, sopra tutto, nell'irresponsabilità dei grandi media che fanno poco o nulla per informare correttamente la pubblica opinione. Questi ultimi, purtroppo, ormai ridotti ad una grancassa stonata che assomiglia sempre di più ad una propaganda di regime, omettono di dedicare spazio agli approfondimenti che sarebbero necessari sul come e perché siamo finiti dentro a questo pasticcio. Un problema che, naturalmente, non è solo nostrano ma di tutta l'Europa e anche degli Stati Uniti d'America.  La rivista  Limes  ha pubblicato in questi giorni il suo numero sul conflitto e in questo  intervento  il direttore, Lucio Caracciolo, riassume egregiamente la situazione geopolitica in cui ci troviamo. In particolare mi ha colpito una sua osservazione sul conto di  Josep Borrell  per l'a...