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Redistribuzione della ricchezza l'esempio italiano

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Anno 1999. In questo documento il prof. Alberto Alesina esponeva i risultati di uno studio che spiegava molto bene la situazione italiana. Sono passati altri venti anni ma non si è fatto tesoro di questo studio e la politica ha continuato, e continua, a sussidiare il settore pubblico trascurando gli effetti economici e sociali che si sono radicalizzati con conseguenze importanti sulla attitudine e capacità dell'impresa privata, rendendola sempre più difficile e rischiosa di quello che si può considerare il normale rischio di impresa a causa di una burocrazia ostile ed inefficiente.  "This paper examines the regional distribution of public employment in Italy. It documents two sets of facts. This first is the use of public employment as a subsidy from the North to the less wealthy South. We calculate that about half of the wage bill in the South of Italy can be identified as a subsidy. Both the size of public employment and the level of wages are used as a redistributive device

Cattivi maestri

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La tecnologia ha certamente fornito nuovi strumenti potenti di comunicazione ma insieme ai vantaggi c'è anche la grande insidia di un'informazione incontrollata e difficilmente verificabile. Occorre discernimento e fare molta attenzione prima di condividere notizie ed idee. Nella mia vita ho incontrato diverse persone che definirei «cattivi maestri»; molti erano tali perché ingannati a loro volta dall’amor proprio: provavano gusto nel diffondere le proprie idee ed essere considerati intelligenti. Sono convinto che alcuni sapevano di essere in errore ma l’orgoglio impediva loro di cambiare strada e ritrattare le proprie posizioni. Spesso i cattivi insegnamenti sono anche di tipo morale: vengono proposti come buoni o innocui gesti e azioni che lasciano invece segni profondi e dolorosi nella vita delle persone. Altri «cattivi maestri» erano tali semplicemente perché superficiali e presentavano come assoluta quella che invece è solo una parte della verità; anche in questo caso l’or

La grande illusione

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E ci risiamo, dieci, cento, mille #Bitti. E' una vita che si discute molto e poi si fanno leggi poco utili per mettere in sicurezza il territorio italiano e il suo patrimonio edilizio (almeno quello che ha un valore artistico e storico) ma il risultato è solo un'immenso lavoro a vuoto.  Il tempo passa velocemente ma i cambiamenti sono lenti, troppo lenti quando avvengono. Cambiano i partiti, nascono nuovi movimenti, i governi si succedono, ma l'Italia non cambia, proprio non vuole cambiare. I nuovi cattivi maestri della nostra politica continuano il lavoro dei loro predecessori: distribuire soldi a destra e sinistra senza altra logica oltre a quella di garantirsi il consenso elettorale. Se poi il Paese affonda, frana, la gente muore o perde tutto ha poca importanza; al massimo serve per farsi belli, solo a parole, in televisione, alla radio o sui social, con proclami retorici.  Quando, mi chiedo, gli Italiani capiranno che stanno prendendo in giro loro stessi mettendo in po

Invano di Filippo Ceccarelli

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Non si può che ringraziare Filippo Ciccarelli per aver scritto questo libro, certamente un lavoro impegnativo che, come spiega lui stesso nella prefazione, ha intrapreso affinché non si disperda la memoria della storia della classe politica italiana dal dopoguerra ad oggi. Il libro è impegnativo per la ricchezza e la quantità dei contenuti e dettagli che lo scrittore ha conservato durante la sua carriera di giornalista interessato alla politica, ma le 875 pagine scorrono comunque piuttosto bene. Per chi, come il sottoscritto, ha vissuto in buona parte del periodo di tempo preso in considerazione costituisce un viaggio nel tempo sorprendente per l’effetto che deriva dal rispolverare i ricordi offuscati dal tempo e aiuta a capire meglio dove e come ci siamo arrivati. Sempre equilibrato e nel complesso obiettivo Ciccarelli evita di esprimere giudizi di parte ma evidenzia molto bene la pochezza di gran parte della classe politica prodotta dal popolo italiano con tutte le contraddizioni e l

Verso la crisi

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Durante il XIX e il XX secolo nei paesi democratici abbiamo visto crescere contemporaneamente il peso dello Stato, che però non ha acquistato un vigore proporzionale alla sua crescita; al contrario si trova ad essere sempre più disubbidito e contestato proprio da coloro che da esso si aspettano tutto.  Sommerso dalle esigenze, sotto la costante intimazione di risolvere ogni cosa, abusa del diritto di tutto ordinare pervadendo ogni settore, complicando a dismisura, e con poco profitto, le regole di ogni settore della comunità. Un altro aspetto è l’assoluta impotenza, di fronte alle pressioni rivendicative quotidiane e contrarie esercitate su di esso dai cittadini, avidi di un’assistenza di cui accettano sempre meno degli obblighi come contropartita.  Invadendo ogni sfera, lo Stato democratico si è caricato in fin dei conti più di responsabilità che di poteri e la sua dilatazione lo rende vulnerabile e spesso lo paralizza, di fronte a clientele più ansiose di tartassarlo che di ascolta

David Attenborough: A Life on Our Planet | Official Trailer | Netflix

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Non solo Covid. Cerchiamo di non dimenticare la battaglia più importante che abbiamo davanti. Questo documentario è la testimonianza di un'uomo che ha dedicato la vita all'osservazione della natura e a divulgarne la bellezza. Anche un messaggio di speranza di un esito positivo che può essere raggiunto solo con l'aiuto di noi tutti. 

Il liberalismo e la sua critica.

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  Articolo di Francis Fukuyama – 5 ottobre 2020 (libera traduzione) Oggi esiste un ampio consenso sul fatto che la democrazia sia sotto attacco o in ritirata in molte parti del mondo. È contestata non solo da stati autoritari come Cina e Russia, ma anche da populisti eletti in molte democrazie che sembravano sicure. La "democrazia" sotto attacco oggi è una abbreviazione per la democrazia liberale , e ciò che è maggiormente in pericolo è la componente liberale di questa coppia. Il termine democrazia si riferisce ad un sistema politico che attribuisce il potere e la responsabilità di governo della comunità a rappresentanti scelti attraverso meccanismi quali elezioni multipartitiche libere ed eque con il sistema del suffragio universale. La parte liberale, al contrario, si riferisce principalmente a uno stato di diritto che limita il potere del governo e richiede che anche gli attori più potenti del sistema operino secondo le stesse regole generali come comuni cittadini. L